mercoledì 13 luglio 2011

Siamo pronti? Are You Ready?

Pezzo finale della colonna sonora del film "I guardiani del destino" (2011)


Solo Noi possiamo scrivere "il Piano" della nostra Vita!

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giovedì 9 giugno 2011

Il mondo sta aspettando l'alba

World Is Waiting For The Sunrise
(il mondo sta aspettando l'alba)




Mi piace questo filmato, mi ricorda "Happy Days", i giorni felici quando l'Uomo era fermamente convinto che il Progresso fosse infinito, che avrebbe veramente potuto sciogliere i legami e i legacci che lo tenevano avvinto alla Natura, in un crescendo esponenziale...
La Natura invece è la sua natura, perchè l'Uomo ne fa parte, non ne può uscire e il vero progresso può forse essere considerato il cammino verso la comprensione delle leggi naturali e la consapevolezza di essere parte.
L'Era del Petrolio sta volgendo al termine, il breve sogno, l'illusione di potenza illimitata (a power-trip) dell'uomo sta finendo. Controvoglia ci si dovrà svegliare e forse molti sceglieranno di continuare a dormire fino alla loro fine, ma nonostante questo.... non sarà la Fine del Mondo! Sarà invece l'inizio di una nuova ed entusiasmante avventura, l'inizio di un Nuovo Mondo che unirà gli aspetti positivi della socialità, dei rapporti umani e delle scoperete pre-scientifiche dell'epoca pre-petrolio agli aspetti positivi dell'evoluzione culturale e scientifica che ha portato l'energia del petrolio.
Il petrolio è l'energia dei nostri progenitori che ci hanno lasciato in eredità per il nostro benessere, ora che l'abbiamo usata (ed abusata) per la nostra evoluzione (nella misura in cui siamo riusciti ad evolvere singolarmente e come specie), dobbiamo tornare coi piedi per terra, anzi, meglio: con i piedi nella Terra!
In bocca al lupo!
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martedì 7 giugno 2011

le motivazioni per il cambiamento


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venerdì 3 giugno 2011

Manuale Pratico della Transizione

Leggere questo testo mi ha fatto soffrire, mi ha fatto reagire, mi ha aiutato a scegliere, mi ha motivato a intraprendere con maggior forza, speranza, decisione e positività la scelta che avevo già fatto. Questo è un libro importante per me. Paigam

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venerdì 6 maggio 2011

Il mio secondo tempo

Il mio secondo tempo...

Per me è un brano che incarna il mio sentire in questo momento.
La necessità di un cambiamento radicale... prima che sia troppo tardi!



Finchè un bel giorno mi sono accorto che
bisognava decidere
finchè un bel giorno la carta d'identità
non mi ha rivelato la verità
non è il momento, non è il momento di scherzare
qui c'è un casino, un casino di cose da fare
ho superato, ho superato la metà
del mio viaggio e mi devo sbrigare
che c'è il mio secondo tempo e non voglio perderlo


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La fine di Gaia!

CA-PA-RE-ZZA!
CA-PA-RE-ZZA!
CA-PA-RE-ZZA!
Caparezza sei Unico!!!



Povera Gaia
anche i Maya vogliono la tua taglia
pure la massaia lo sa, per la fifa tartaglia
decifra una sterpaglia di codici ma il 20-12
non incide se non nei cinematografi.
Uomini retti che sono uomini rettili
con pupille da serpenti
più spille da sergenti
vogliono la tua muta, Gaia
ti vogliono muta, Gaia
la bomba è venuta a galla adesso esploderà.

Reti di rettiliani, andirivieni d' alieni
velivoli di veleni, tutti in cerca di ripari ma

La fine di Gaia non arriverà
la gente si sbaglia
in fondo che ne sa.
E' un fuoco di paglia
alla faccia dei Maya e di Cinecittà.
La fine di Gaia non arriverà!
La fine di Gaia non arriverà!


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Vivere una Vita Semplice


Vivere una Vita Semplice... è una parola!
Mai come in questo periodo storico ogni cosa è complicata!
Il Vivere non è un atto semplice, ha perso quasi ogni caratteristica di naturalezza... ma volendo potrebbe essere ancora possibile?

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domenica 24 aprile 2011

Celebrando la morte di Sai Baba

Sai Baba è morto questa mattina, domenica 24 aprile 2011.

Qui sotto invece riporto una porzione di una testimonianza di Paolo D’Arpini (www.circolovegetarianocalcata.it) copiato da www.centronirvana.it
Tuttavia Osho non era propriamente una amico di Sai Baba, il quale ricambiava il sentimento! Se riuscite a comprendere l'inglese, leggete più sotto...

Satya Sai Baba e Osho Rajneesh....
Che hanno questi due in comune?
Divertente comparazione fra due saggi indiani mai incontrati...
ma conosciuti!‏


.... A volte li definisco “due saggi opposti” e perché? Osho Rajneesh rappresenta la trasgressione in senso intellettuale e sociologico mentre Satya Sai Baba incarna il modello devozionale indiano classico.

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sabato 23 aprile 2011

Non c'è più il futuro di una volta

Significativa questa analisi sul Sole 24 Ore, di Guido Gentili. Tuttavia lascia l'amaro in bocca...
Se non possiamo considerarci baldanzosi emergenti, siamo costretti a vivere da depressi paurosi? O dobbiamo vivere sperando in un ritorno del sentimento europeista?
Il tempo passa... vivere da depressi, o pieni di paure, o sperando in un futuro migliore, non aiuta a Vivere!
Il nostro tempo è Ora!



(da www.ilsole24ore.com)

Non c'è più il futuro di una volta

di Guido Gentili
Sarà perché stiamo festeggiando, tra calorose notti tricolori e qualche passo falso, i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia. Sarà perché il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ripete ogni volta che può. Sarà perché abbiamo lanciato la sfida olimpica di "Roma 2020" ed abbiamo appena ricordato i formidabili Giochi di Roma del 1960, in pieno boom economico e quando ancora non c'era il Muro di Berlino.
Sarà un po' per tutto questo, ma è un dato acquisito che s'infittisce la schiera - nelle istituzioni, nella politica, nell'economia, tra gli storici - dei ricercatori dello "spirito" vincente degli anni Sessanta e Cinquanta. Una stagione d'oro per lo sviluppo di un'Italia affamata di futuro e alla riscossa dopo i disastri della guerra, tra apertura delle frontiere e firma (a Roma) dei Trattati che hanno dato vita alla Comunità Economica Europea. Gli anni del "miracolo" e del film Il sorpasso, quando l'Autostrada del Sole da Milano a Napoli, 761 km., venne realizzata in appena otto anni, dal '56 al '64.

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giovedì 14 aprile 2011

La meditazione batte i farmaci

La meditazione batte i farmaci
Altro che analgesici: quando il dolore è troppo forte basta un'ora di meditazione. La capacità di concentrare la propria mente e liberarla dai pensieri negativi, infatti, avrebbe il potere di ridurre l'intensità del dolore fino al 40%. Non solo, abbasserebbe del 57% anche quella sensazione spiacevole che segue la sofferenza. Queste "certezze" sono il punto d'arrivo di uno studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, secondo il quale lo zen batte i farmaci perché è in grado di influenzare l'attività delle aree cerebrali che controllano lo stimolo doloroso, regolandone il grado di intensità. In altre parole, dicono i ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem (Usa), la meditazione ha il potere di "assopire" la corteccia somatosensoriale e di "svegliare" il cingolo anteriore, l'insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. Questa azione "combinata" sulle aree che governano la percezione del dolore ha un potere analgesico.

"L'effetto che abbiamo riscontrato è sorprendente - spiega Fadel Zeidan, autore dello studio - basti pensare che la morfina o altri antidolorifici riducono in media il dolore del 25%". Per testare gli effetti postivi della meditazione sul dolore, il team ha coinvolto 15 volontari. Tutti erano novizi dello zen. Per questo il campione è stato invitato a partecipare a un corso intensivo di una paricolare forma di meditazione, chiamata 'mindfullness'. Ogni lezione di "attenzione focalizzata" durava 20 minuti, durante gli incontri ai partecipanti si chiedeva di concentrare la mente sul respiro, di mandare via pensieri intrusivi ed emozioni negative. 

Contemporaneamente gli studiosi, con un'apposita apparecchiatura sistemata sotto la gamba destra dei soggetti, generavano per cinque minuti un calore dolorifico, raggiungendo una temperatura di 49 gradi centigradi. Prima e dopo le lezioni, i ricercatori fotografavano ciò che accadeva nel cervello dei partecipanti grazie a una speciale risonanza magnetica, chiamata Arterial spin labelling. Questa particolare tecnica è in grado di rilevare, attraverso la mappatura del flusso sanguigno, l'intensita del dolore. Così registravano le reazioni dei partecipanti al dolore sia durante l'esercitazione sia mentre erano a riposo. E' emerso che la meditazione spegne il dolore riducendolo del 40%, con delle punte del 93% in alcuni volontari. 

A livello cerebrale le scansioni hanno messo in evidenza una riduzione significativa dell'attività della corteccia somato-sensoriale, un'area fortemente coinvolta nella genesi della sensazione di dolore. Contemporaneamente si iperattivavano anche altre zone: il cingolo anteriore, l'insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. "Queste regioni cerebrali - dicono i ricercatori - plasmano il modo in cui il cervello costruisce l'esperienza del dolore a partire dai segnali nervosi provenienti dal corpo". Una delle ragioni per cui la meditazione può essere stata così efficace nel bloccare il dolore è che non agisce su una singola regione del cervello, ma a più livelli. 

 "Questo studio - dice Fadel Zeidan - mostra che la meditazione produce effetti realmente positivi sul cervello. E che quindi potrebbe garantire il controllo del dolore senza l'utilizzo di farmaci"
 

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