mercoledì 2 novembre 2011

Ma che cosa succede se un Paese va in default? - Corriere della Sera

Ma che cosa succede se un Paese va in default? - Corriere della Sera

Dalla Grecia all'Italia, ecco i rischi per gli Stati

Se un privato non paga le rate del mutuo la banca
gli fa pignorare l'immobile. Se i politici fanno andare
l'Italia in default non pagano niente, anzi saranno gli
unici dipendenti statati a continuare a percepire lo
stipendio! Niente di nuovo sotto il sole...
Chiunque può fare default, cioè fallire. Può essere insolvente un individuo, ma anche una famiglia, oppure un'azienda, un ospedale, una banca, un Comune e pure uno Stato. I conti sono in rosso (le spese superano le entrate) e non si riesce più a pagare i creditori. Ovviamente cambia la scala degli effetti. Se a essere sopraffatto dai debiti è un singolo cittadino, lascerà da saldare l'affitto, le rate dell'auto, il finanziamento della banca... (ma le banche, i creditori, tramite il tribunale gli pignorano tutto e non può più mettersi in affari in proprio, diversamente da una banca o da uno stato che fallisce! ndr) Se fallisce un'azienda, il peso ricadrà su dipendenti e fornitori. Se un Comune, interviene lo Stato centrale e i servizi ai cittadini proseguono (magari ridimensionati). Ma se è uno Stato a fare default, significa che non è più in grado di fronteggiare gli impegni economici assunti: dal rimborso alla scadenza prevista del denaro preso in prestito per finanziarsi attraverso l'emissione di titoli di Stato, agli stipendi da pagare ai dipendenti pubblici.

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martedì 1 novembre 2011

Non possiamo aspettare l'Europa. Tutto dipende da "noi" (o meglio: dai nostri politici!)

Articolo del Sole24Ore valido e incisivo. Soprattutto perché mi sembra che, seppure con molta moderazione, si cominci a dare la responsabilità a chi veramente se la deve prendere! I nostri politici forse non saranno stati le cause della attuale crisi, ma sono responsabili di come l'Italia la sta affrontando. La mia personale opinione è che i politici italiani abbiano peccato di clientelismo, "partitismo", interesse personale, ignavia e pigrizia mentale, paura dell'impopolarità e anche, in buona misura, somma incompetenza, e infine: distacco e disinteresse per la società reale e per il suo destino, per la cittadinanza tutta, per il popolo italiano (come dice mio padre: "per il loro popolo").
Queste sono le responsabilità dei nostri politici. Loro non pagheranno mai per le conseguenze negative che causeranno nel tessuto sociale del nostro paese. 
Ok, vi siete "beccati" il mio sfogo, ora leggetevi l'articolo del Sole.
Editoriale di Roberto Napoletano (dal Sole24Ore)


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venerdì 28 ottobre 2011

Ciao bella! Stiamo toccando il fondo, vero?


La nuova vignetta del Times su Berlusconi e Merkel:
Ciao bella! Stiamo toccando il fondo, vero?

Questa stupenda vignetta satirica di Brookes mi ha colpito e fatto pensare.... Davvero nel profondo dell'animo italiano c'è qualcosa di misterioso, inquietante, come una "pulsione di morte", ma nello stesso mistero è compresa una inconsapevole o incosciente e forse fatalista, propensione alla gioiosità, alla spensieratezza, alla risata catartica...

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sabato 15 ottobre 2011

La Grecia è una cavia!

(da Il Fatto Quotidiano)
“La Grecia esca dall’euro e dichiari il default”
Decidere di non pagare il debito e uscire dall’Eurozona. E’ la soluzione radicale ipotizzata da un settore sempre più largo dell’opinione pubblica greca di fronte alla gravità della crisi. “Nel paese balcanico è in corso una strage dello stato sociale – dice Aris Chatzistefanou, giornalista e co-autore di Debtocracy, documentario che attraverso il web ha fatto il giro del mondo – Non è possibile pagare un debito così grande se significa imporre un’austerità destinata a distruggere la società”. Secondo il cronista, la Grecia “è una cavia, serve per verificare le reazioni della popolazione e dell’economia” di fronte alle cure imposte dalle istituzioni internazionali. Idee che circolano fra i movimenti di “Indignati” che stanno riempendo le piazze, non solo ad Atene.  di Piero Ricca
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venerdì 14 ottobre 2011

cos'è un Crash Course?

Crash Course - (da The Free Dictionary)
un corso di rapida e intensa di formazione o di ricerca (di solito effettuata in caso di emergenza), "ha preso un corso accelerato (crash course) di italiano sulla via verso l'Italia", "il suo primo lavoro è stato un corso accelerato (crash course) di sopravvivenza e di imparare a andare d'accordo con le persone "," un programma accelerato (crash course) è necessario per creare nuovi posti di lavoro "
crash del programma, programma d'urto
sinonimi: corso di studio, curriculum, programma, programma, programma - un corso integrato di studi accademici, "è stato ammesso ad un nuovo programma presso l'università"

Il Crash Course di Chris Martenson
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giovedì 13 ottobre 2011

Default italiano: un diritto per gli indignati

(da Default italiano: un diritto per gli indignati - Lettera43)
Default, diritto all'apocalisse

Gli indignati lo rivendicano. Ma per l'Italia e l'euro sarebbe la fine. di Ulisse Spinnato Vega
Corteo di indignati a Roma, il 12 ottobre 2011.
Corteo di indignati a Roma, il 12 ottobre 2011.
Diritto all'insolvenza. Insieme con salario minimo garantito, cancellazione dell'articolo 8 della finanziaria e dell'accordo tra sindacati e Confindustria del 28 giugno, c'è anche questa tra le richieste messe nero su bianco dagli indignati. E finite in una lettera che la delegazione del Coordinamento milanese che raggruppa diverse associazioni e sigle sindacali - da San Precario a Cub e Usb - ha consegnato il 12 ottobre nelle mani del vicedirettore di Bankitalia Giovanni Mario Alfieri, indirizzata «all'attenzione dei direttori della Banca Centrale italiana e europea Mario Draghi e Jean-Claude Trichet».
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martedì 11 ottobre 2011

CRASH COURSE - Chris Martenson


Ti consiglio di investire il tuo tempo in questo lungo e impegnativo corso: il Crash Course di Chris Martenson (sottotitoli in Italiano).
Non costa nulla, ma è in grado di farti "guadagnare" in denaro, vita o possibilità di sopravvivenza per te, per la tua famiglia e per le persone che ami.
Questo periodo storico è particolarmente "intenso", ormai non abbiamo più bisogno di andare al cinema per provare forti emozioni!
Non c'è più bisogno di guardare film di avventura, di survival (di lotta per la sopravvivenza fisica), triller, spionaggio, complotti, ecc.: abbiamo già la realtà, non c'è più bisogno di sognare, apriamo gli occhi!
A meno che non si preferisca sentire l'adrenalina solo seduti comodamente nella poltrona... come spettatori passivi davanti allo schermo e non "dentro al film", da protagonisti!
Capita infatti che a volte di fronte a situazioni reali si preferisca negare l'evidenza, e distogliere lo sguardo, pensare ad altro, piuttosto che ammettere che proprio lì davanti c'è una situazione potenzialmente pericolosa.
Sarebbe intelligente affrontare la realtà, prepararsi al peggio... e se non succede niente di male? Ok, allora ammettiamo di aver sbagliato e facciamoci una bella risata! Ma se non ci siamo preparati e per questo il prossimo anno saremo senza lavoro, senza mezzi di sussistenza e faremo vivere una drammatica esperienza alla nostra famiglia, allora non ce lo potremo mai perdonare!
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domenica 9 ottobre 2011

Accordo Sarkò-Merkel: ultimo sacrificio per l’Europa






Arriva il maxi piano di ricapitalizzazione delle banche europee. Il vertice franco-tedesco di Berlino ratifica la situazione drammatica della crisi dell’eurozona. «Siamo uniti contro la crisi, dobbiamo esserlo», dice il presidente francese Sarkozy. Nel frattempo, la franco-belga Dexia viene nazionalizzata. E parlando di Grecia, un alto funzionario della Bce dice a Linkiesta: «Francia e Germania stanno cercando di minimizzare gli effetti del fallimento di Atene».


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mercoledì 28 settembre 2011

Alessio Rastani, il Trader Sincero

Il discusso video della BBC nella quale il "sedicente" trader-operatore finanziario Alessio Rastani predice il default.



Traduzione:
"... Ci sarà un crollo economico e sarà molto duro, perché adesso i mercati sono dominati dalla paura. Gli investitori, il "grande denaro", il "denaro intelligente", le istituzioni, non credono a questo piano di salvataggio. Sanno che il mercato è morto, sanno che il mercato dei valori è finito, non sono affatto preoccupati dall'euro, stanno muovendo il loro denaro su posizioni più sicure come i buoni del tesoro americani, i buoni a 30 anni, il dollaro americano, non funzionerà"

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mercoledì 20 luglio 2011

Il picco del petrolio è già stato raggiunto

C'è una convinzione diffusa nella comunità scientifica indipendente che la massima produzione annua globale di greggio è già parte della storia. Entriamo in un "swing plateau", dice l'esperto portoghese Luis de Sousa

vedi articolo in portoghese

vedi articolo in inglese

Interessante è anche il primo commento che dice il 29/09/10:
"Interesting to note that the two most oil-dependent EU countries (Greece and Ireland) are also those closest to financial disaster." (Interessante notare che i due più dipendenti dal petrolio paesi dell'UE (Grecia e Irlanda) sono anche quelli più vicino al disastro finanziario.)
Cosa che è puntualmente accaduta, e se guardi l'ultima figura in fondo all'articolo dopo Irlanda e Grecia c'è Spagna e Italia... ora tocca a noi?



Il Picco del Petrolio è storia.

 (dal sito http://malthusday.blogspot.com/)

Compare oggi (29 settembre 2010 n.d.r.) su The Oil Drum: Europe un articolo del giornalista portoghese Jorge Nascimento Rodrigues precedentemente pubblicato sulla rivista settimanale portoghese Expresso. L'articolo, tradotto in inglese, informa sulle ultime dal mercato petrolifero secondo un recente rapporto proveniente da fonti militari tedesche. Qui ne propongo una traduzione in italiano che spero possa essere utile.

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